Istat: consumi frenati. Vendite al dettaglio in calo
Notizie negative dal fronte macro dell’Italia e, in particolare, da quello dei consumi. L’Istat ha reso noto che nel mese di luglio le vendite al dettaglio hanno registrato una diminuzione, su base congiunturale, dello 0,3% sia in termini di valore che di volumi.
A pesare è stata soprattutto la flessione che ha colpito il comparto dei prodotti non alimentari. In questo caso le vendite sono scese dello 0,5% in valore e dello 0,4% in volume, a fronte delle vendite dei beni alimentari, cresciute, rispettivamente, dello 0,3% in valore e dello 0,1% in volume.
Su base annua, le vendite al dettaglio sono calate dello 0,2% in valore e dello 0,8% in volume, scontando il dietrofront delle vendite, sempre, di prodotti non alimentari, pari a -0,6% in valore e -1,1% in volume.
Tra i prodotti non alimentari, le variazioni negative di maggiore entità su base annua sono state sofferte dai gruppi cartoleria, libri, giornali e riviste (-4,6%) ed elettrodomestici, radio, tv e registratori.
Nella media del trimestre maggio-luglio 2016, l’indice complessivo del valore delle vendite al dettaglio ha registrato una variazione congiunturale positiva dello 0,2%. L’indice in volume è risultato stazionario nei confronti del trimestre precedente.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo