Istat: spesa famiglie per il welfare pari a quasi un terzo del Pil
ROMA (WSI) – Mostra timidi segnali di ripresa nel 2015 la spesa media mensile familiare in valori correnti, che risulta pari a 2.499,37 euro (+0,4% rispetto al 2014, +1,1% nei confronti del 2013). La spesa per il welfare è stata pari al 28,6% del Pil (7.627 euro pro capite), sopra la media del 27,7% europea. La spesa è stata assorbita per il 50,7% dagli interventi per la vecchiaia.
Le prestazioni sociali rivolte alle famiglie sono infatti prevalentemente di tipo assistenziale e assorbono circa il 58,7% della spesa della funzione, mentre il rimanente 41,3% e’ di stampo previdenziale. Dei circa 14,5 miliardi impiegati nella funzione assistenziale, quasi il 64% e’ da attribuire alla misura ‘bonus da 80 euro‘.
A renderlo noto l’Istat, secondo cui tale spesa si inserisce in un quadro macroeconomico caratterizzato dal lieve aumento, per il terzo anno consecutivo, del reddito disponibile delle famiglie, dalla stabilità della loro propensione al risparmio e dal primo anno di ripresa del Pil dopo tre di recessione.
Nel 2015 la spesa media familiare per prendere in affitto un’unità abitativa con caratteristiche identiche a quella in cui i soggetti vivono e di cui sono proprietarie, usufruttuarie o che hanno in uso gratuito, è pari a 1.910,34 euro, in aumento dello 0,7% rispetto al 2014 e dell’1,9% rispetto al 2013, al netto del costo (stimato mediante i cosiddetti affitti figurativi).
Per quanto riguarda la spesa alimentare questa è pari a 441,50 euro al mese (436,06 euro nel 2014, +1,2%). Cala la spesa per le carni, in atto fin dal 2011, attestandosi a 98,25 euro mensili, mentre quella per la frutta aumenta del 4,5% rispetto al 2014 (da 38,71 a 40,45 euro mensili), insieme a quella per acque minerali, bevande analcoliche, succhi di frutta e verdura che registrano un +4,2% (da 19,66 a 20,48 euro). Stabile invece la spesa per beni e servizi non alimentari (2.057,87 euro in media al mese).
Permangono le differenze strutturali sul territorio, legate ai livelli di reddito, ai prezzi e ai comportamenti di spesa, con i valori del Nord più elevati di quelli del Centro e, soprattutto, di Sud e Isole. La Lombardia e il Trentino-Alto Adige sono le regioni con la spesa media più elevata (rispettivamente 3.030,64 e 3.022,16 euro). La Calabria è invece la regione con la spesa minore, 1.729,20 euro mensili, inferiore del 60% rispetto ai valori più elevati.
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