Inflazione verso il picco ma l’anno prossimo torneremo alla normalità

10 Dicembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

L’inflazione scenderà l’anno prossimo sotto il 2% o molto vicino e si tornerà alla normalità e ci dimenticheremo presto di questo 2021. Così Alessandro Fugnoli di Kairos secondo cui l’indice dei prezzi al consumo è vicino al picco, ma rimarrà sostenuto.

“Il messaggio che arriva dall’animato dibattito interno alle banche centrali – afferma l’analista – è  che si cercherà di limitare gli eccessi di inflazione, ma niente di più. In pratica ci viene promessa una put sulle borse e sugli spread di credito in cambio di un’ulteriore erosione del potere d’acquisto di entità indeterminata, ma non trascurabile, per il 2022”. Secondo Fugnoli, nessun ufficio studi, nemmeno quello della Fed, è oggi in grado di prevedere con qualche grado di certezza come andrà l’inflazione ma risulta evidente se si considerano due incognite di grande peso, omicron e il prezzo dell’energia.

Omicron è stato prima vissuto come una catastrofe e poi, all’opposto, come una sorta di vaccino salvifico che ci donerà l’immunità a prezzo di qualche colpo di tosse. Da quel poco che si sa, tuttavia, la letalità di omicron può anche essere un quarto di quella di delta, ma se la sua contagiosità è quadrupla, come pare, il numero di ricoveri e di vittime rimarrà lo stesso di oggi. E poiché la pandemia ha assunto un profilo inflazionistico, il suo eventuale prolungarsi contribuirà a mantenere tensioni sui prezzi anche l’anno prossimo”. “Quanto all’energia, la questione ucraina e la riproposizione americana dell’idea di bloccare Nord Stream 2 hanno già fatto risalire verso i massimi il prezzo del gas europeo. I mercati non dovrebbero sottovalutare la determinazione russa non tanto a invadere l’Ucraina, quanto a impedire a ogni costo, inclusa la rinuncia ai proventi dalla vendita di gas, il suo ingresso nella Nato. La prossima settimana ci fornirà molte indicazioni sia sul fronte delle banche centrali, su quello del dialogo russo-americano sull’Ucraina e su omicron. I mercati hanno ora un posizionamento equilibrato e un atteggiamento di attesa costruttiva”. La fase euforica del rialzo azionario è conclusa, ma il fondo rimane piuttosto solido. Rimetteremo in discussione l’idea di restare investiti quando ci sarà evidenza di un rallentamento della crescita, di cui per ora non c’è traccia conclude.