12:27 venerdì 10 Dicembre 2021

Inflazione verso il picco ma l’anno prossimo torneremo alla normalità

L’inflazione scenderà l’anno prossimo sotto il 2% o molto vicino e si tornerà alla normalità e ci dimenticheremo presto di questo 2021. Così Alessandro Fugnoli di Kairos secondo cui l’indice dei prezzi al consumo è vicino al picco, ma rimarrà sostenuto.

“Il messaggio che arriva dall’animato dibattito interno alle banche centrali – afferma l’analista – è  che si cercherà di limitare gli eccessi di inflazione, ma niente di più. In pratica ci viene promessa una put sulle borse e sugli spread di credito in cambio di un’ulteriore erosione del potere d’acquisto di entità indeterminata, ma non trascurabile, per il 2022”. Secondo Fugnoli, nessun ufficio studi, nemmeno quello della Fed, è oggi in grado di prevedere con qualche grado di certezza come andrà l’inflazione ma risulta evidente se si considerano due incognite di grande peso, omicron e il prezzo dell’energia.

Omicron è stato prima vissuto come una catastrofe e poi, all’opposto, come una sorta di vaccino salvifico che ci donerà l’immunità a prezzo di qualche colpo di tosse. Da quel poco che si sa, tuttavia, la letalità di omicron può anche essere un quarto di quella di delta, ma se la sua contagiosità è quadrupla, come pare, il numero di ricoveri e di vittime rimarrà lo stesso di oggi. E poiché la pandemia ha assunto un profilo inflazionistico, il suo eventuale prolungarsi contribuirà a mantenere tensioni sui prezzi anche l’anno prossimo”. “Quanto all’energia, la questione ucraina e la riproposizione americana dell’idea di bloccare Nord Stream 2 hanno già fatto risalire verso i massimi il prezzo del gas europeo. I mercati non dovrebbero sottovalutare la determinazione russa non tanto a invadere l’Ucraina, quanto a impedire a ogni costo, inclusa la rinuncia ai proventi dalla vendita di gas, il suo ingresso nella Nato. La prossima settimana ci fornirà molte indicazioni sia sul fronte delle banche centrali, su quello del dialogo russo-americano sull’Ucraina e su omicron. I mercati hanno ora un posizionamento equilibrato e un atteggiamento di attesa costruttiva”. La fase euforica del rialzo azionario è conclusa, ma il fondo rimane piuttosto solido. Rimetteremo in discussione l’idea di restare investiti quando ci sarà evidenza di un rallentamento della crescita, di cui per ora non c’è traccia conclude.

Breaking news

16:15
Wall Street in calo: Dow Jones cede l’1,24%, Nasdaq apre a -1,79%

Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.

15:03
Usa, in calo le richieste di sussidio di disoccupazione

Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.

15:02
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tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.

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Antitrust UE: stangata da 890 milioni di euro su Google per violazione del DMA

Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play

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