Inflazione Usa accelererà stretta Fed, da privilegiare asset che proteggono da aumento prezzi
Negli Stati Uniti, l’inflazione dei prezzi al consumo di novembre ha subito un’accelerazione, salendo al 6,8% rispetto all’anno scorso, un massimo da quasi 40 anni a questa parte. Le pressioni maggiori provengono da energia (+33%), auto usate (+31%), cibo (+6,1%) e abitazioni (+3,8%), senza contare che il dato è esacerbato dal confronto con l’inflazione molto bassa del 2020.
Anche se atteso, questo dato è di gran lunga il più alto tra quelli registrati dalle economie sviluppate del mondo, e ben al di sopra dell’obiettivo di inflazione media del 2% della Federal Reserve. “Questo accelererà la stretta politica della Fed e manterrà i mercati sul filo del rasoio, sostenendo al contempo gli asset che difendono dall’inflazione, dalle criptovalute alle materie prime e all’immobiliare”, sostiene Ben Laidler, global markets strategist di eToro.
Secondo l’esperto, è comunque probabile un allentamento dell’inflazione, in linea al rallentamento della crescita economica e all’adeguamento delle catene di approvvigionamento. Le previsioni di consenso sono per un’inflazione del 4,6% quest’anno e un ancora alto 4,2% il prossimo.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play