Usa, Ism non manifatturiero scende ai minimi pre elezioni
L’indice Ism non manifatturiero indica a marzo un raffreddamento delle prospettive di espansione economica statunitense: il dato sui servizi, a quota 55,2 (sempre in territorio positivo) è inferiore alle attese che lo davano a quota 57 e vede una discesa sui minimi pre elettorali.
L’indice è elaborato dall’Institute of Supply Management (Ism). Fra le preoccupazioni dei direttori degli acquisti ci sarebbero anche l’impatto incerto di alcune politiche del presidente Trump, dall’immigrazione alla sanità. Allo stesso modo è risultato al di sotto delle previsioni anche il Pmi servizi redatto da Markit, a quota 52,8 (contro 53,1). Si tratta della crescita più bassa in sei mesi di tempo.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo