11:52 martedì 19 Settembre 2017

ILO: nel 2016 oltre 40 milioni gli “schiavi moderni”

Sarebbero più di 40 milioni gli “schiavi moderni” e circa 152 milioni di bambini impiegati come lavoratori forzati. Sono previsioni conservative per il 2016 delineate dagli ultimi due rapporti, diffusi oggi, dall’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), in collaborazione con Walk Free Foundation e con l’Organizzazione internazionale per le migrazioni.

Secondo gli esperti, nel 2016 almeno 40,3 milioni di persone sono state rese schiave da lavoro forzato, sfruttamento sessuale o negli impieghi domestici. Per quanto riguarda i minori – tra i 5 e i 17 anni – costretti a lavorare, il numero maggiore si trova in Africa (72,1 milioni), seguito dalla regione Asia-Pacifico (62 milioni).

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Regno Unito, cresce il settore manifatturiero e dei servizii

A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.

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Borsa di Tokyo in calo: Nikkei chiude a -2,73%

Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.

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Trump introduce nuovi dazi dal 10% al 25% contro 60 economie

Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.

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Volkswagen taglia le previsioni di vendita, pesa calo in Cina

Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.

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