HSBC: utili I trim -27% a $4,2 miliardi con guerra e business più debole a Hong Kong, perdite sui crediti per $600 milioni
HSBC, colosso britannico prima banca europea per valore di mercato, ha concluso il primo trimestre dell’anno con un utile in calo del 27%, scontando il rallentamento del fatturato e della crescita nel mercato di Hong Kong e gli impatti economici scatenati dall’inflazione più alta e dal conflitto tra Russia e Ucraina.
La banca UK con sede a Londra, il cui business è focalizzato in particolare sull’Asia, ha assistito nel primo trimestre del 2022 a profitti in calo a $4,2 miliardi, rispetto ai $5,78 miliardi del primo trimestre dell’anno precedente.
Il risultato è stato tuttavia migliore dei $3,72 miliardi attesi in media dai 16 analisti interpellati da HSBC.
HSBC ha annunciato perdite sui crediti per un importo di 600 milioni di dollari rispetto ai $400 milioni di riserve liberate nel primo trimestre del 2021, grazie al miglioramento dell’outlook di quel periodo.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo