Gruppo Fs, Polo Mercitalia punta a investimenti da 1,5 miliardi
Ferrovie dello Stato hanno presentato, presso la stazione Centrale di Milano, Polo Mercitalia, sub holding operativa da gennaio che riunisce 10 società che operano nel settore del trasporto merci e nella logistica. Il Polo punta a raccogliere 1,5 miliardi di euro di investimenti e a registrare ricavi per 2,6 miliardi al 2026.
“L’obiettivo è trasportare in dieci anni il 70 per cento delle merci”, ha commentato il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, “abbiamo fatto un piano strategico complessivo che potenzia i collegamenti dentro i porti della ferrovia, che potenzia i valichi alpini con gli investimenti sui grandi tunnel del Brennero e del terzo valico” e “messo anche gli incentivi fiscali: il ferro bonus e il mare bonus. Ciò significa meno inquinamento una svolta ecologica per l’Italia definitiva”. “Nel 2016 abbiamo aumentato le merci del 6 per cento complessivamente quindi possiamo farcela”, ha concluso il ministro.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo