Brexit, ora il Regno Unito obbliga società a rendere nota “lista degli stranieri”
NEW YORK (WSI) – Prime conseguenze della Brexit sul mondo del lavoro britannico. Amber Rudd, ministero dell’Interno britannico, ha difeso oggi al congresso conservatore la sua proposta di obbligare le compagnie a rendere nota la percentuale dei loro dipendenti stranieri.
Rudd ha detto di voler “stanare” le compagnie che non rispettano le regole. A suo giudizio, le società non formano abbastanza dipendenti britannici e le regole che impongono di pubblicizzare le offerte di lavoro per 28 giorni in Gran Bretagna prima di rivolgersi all’estero vanno rafforzate.
Fra le proposte quella che le compagnie che reclutano dipendenti all’estero dimostrino di aver cercato anche in Gran Bretagna e «chiarire quale proporzione della loro forza lavoro è internazionale».
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.