Glencore: utili in calo, meglio i ricavi. Piano di buyback da 2 miliardi
Glencore ha registrato nel 2018 utili pari a 3 miliardi e 410 milioni di dollari contro i $5,78 miliardi dell’esercizio 2017. Una flessione che la società di risorse naturali ha attribuito a oneri straordinari legati alle operazioni Mutanda e Mopani, rispettivamente in Congo e in Zambia.
I ricavi sono invece saliti del 6,9% a 219,75 miliardi di dollari, mentre l’Ebitda rettificato si è attestato a $15,77 miliardi dai 14,55 miliardi di un anno prima. I dati si confrontano con i 16,23 miliardi indicati dal consensus degli economisti interpellati da Bloomberg. Glencore ha inoltre fatto sapere che lancerà un nuovo programma di buyback per 2 miliardi, che durerà fino alla fine del 2019.
Sul mercato inglese i titoli guadagnano l’1,44% a quota 370,10 sterline.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo