Gam chiude il 2019 con redditività in calo
Gam Holding AG ha chiuso il 2019 con un utile pre-tasse di 10,5 milioni di franchi svizzeri (9,8 milioni di euro), in ribasso dai 126,7 milioni di franchi del 2018. L’utile per azione diluito sottostante è pari a 0,03 franchi svizzeri nel 2019, in calo rispetto ai 0,63 franchi dell’anno prima. Le perdite nette, calcolate secondo i principi IFRS, si attestano a 3,5 milioni di franchi svizzeri, rispetto ai 916,8 milioni registrate nel 2018.
Forte sovraperformance degli investimenti: nel 2019, il 78% delle masse in gestione (AuM) dell’investment management ha sovraperformato il benchmark di riferimento a 5 anni e il 74% a 3 anni (in rialzo dal 63% e 66% nel 2018). Le masse gestite dell’investment management sono calate da 56,1 miliardi a 48,4 miliardi. Ma nel private labelling sono salite dell’11% da 76,1 a 84,3 miliardi.
Il Group Management Board (GMB) non riceverà alcun bonus per il 2019 e il CEO Peter Sanderson ha richiesto di rinunciare al premio contrattuale fisso in contanti dovuto quest’anno. Il Consiglio di Amministrazione (BoD) proporrà di non distribuire dividendi per l’esercizio finanziario 2019.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo