G7: una riunione flop, rischio guerra valutaria non scongiurato
Sui mercati azionari non c’è molto da esultare, soprattutto dopo la riunione del G7 che si è riunita a Sendai, in Giappone, tra i banchieri centrali e i ministri delle Finanze dei sette grandi della Terra.
Dal meeting non è emerso non solo nulla di eclatante, ma neanche di nuovo. Le sette potenze hanno manifestato la loro preoccupazione per l’indebolimento della crescita economica globale, ma non hanno lanciato alcun piano coordinato né sulle riforme che dovrebbero essere adottate per stimolare la congiuntura, né sulle politiche economiche da varare. Confermata l’opinione secondo cui un eventuale concretizzarsi dello scenario Brexit sarebbe un fattore negativo per tutti, provocando uno choc in Europa.
Nella riunione del G7, è stata anche reiterata la promessa di agire contro la guerra valutaria, anche se su tal punto Giappone e Stati Uniti sono rimasti arroccati nelle loro posizioni. In particolare, se gli Usa sono tornati ad accusare il Giappone, negli ultimi giorni, di svalutazione competitiva dello yen, la delegazione del Giappone ha parlato dei pericoli di un trading “speculativo”, facendo riferimento proprio all’apprezzamento dello yen. Il Gruppo si riunità ancora alla fine della settimana per il meeting del G7 dei capi di governo, in calendario i prossimi 26-27 maggio.
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