Ftse Mib, per De Astis di Eurizon l’investimento in small cap apre spazi per la gestione attiva

3 Giugno 2019, di Massimiliano Volpe

Nel corso della tavola rotonda “The Ftse MIib and the Growth of Borsa Italiana Markets”, che si è tenuta questa mattina in Borsa Italiana durante l’evento di celebrazione dell’anniversario per i 10 anni delll’indice Ftse Mib, Francesco De Astis, responsabile Italian equity di Eurizon ha ricordato che
“I mercati finanziari si sono fortemente evoluti negli ultimi anni, questo ha favorito un rapido sviluppo nella componente passiva della gestione degli investimenti e ha reso necessaria un’evoluzione anche sul fronte della gestione attiva, a cui si richiede sempre più un’offerta chiara in termini di proposizione/metodologia e coerente in termini di prodotto offerto. D’altro canto è più che mai importante che anche il cliente compia un salto culturale, facendo proprio l’obiettivo e le caratteristiche della gestione attiva.

In particolare ritengo che l’investimento su base fondamentale nelle small cap presenti spazi importanti per la gestione attiva, dal momento che in questo comparto l’intervento del gestore in termini di scelta della business proposition, valutazione del management, attivismo dell’investimento e monitoraggio continuo dei risultati ha una valenza strategica, difficilmente replicabile in termini di gestione passiva.

L’industria ha il compito di trasmettere in modo chiaro gli obiettivi al cliente e favorire lo sviluppo di prodotti coerenti con tale impostazione, come i PIR nati dalla Lg. di Bilancio del 2017. Strumenti creati per innescare un percorso virtuoso volto a indirizzare la ricchezza degli italiani verso l’economia reale del nostro Paese, soprattutto verso le società di media e piccola dimensione.

Io penso che il ruolo dell’investitore attivo rimarrà importante perché le reti distributive e il cliente finale continueranno a mantenere una stretta relazione con i gestori, soprattutto quando la situazione dei mercati diventa incerta e volatile. Mi aspetto che gli investimenti in strumenti passivi continuino a trovare uno spazio importante nell’allocazione dei portafogli futuri accanto ai prodotti a gestione attiva. Il punto di equilibrio deve essere ancora trovato, ma ci sono segnali che le due anime possano continuare a coesister in futuro.”