Ft: Apple è stata interessata all’acquisto di Time Warner
Nel tentativo di diversificare le fonti d’entrata, attualmente dipendenti dall’iPhone per il 60%, Apple ha mostrato un interessamento per l’acquisto della Time Warner, società operante nel settore televisivo con nomi quali Cnn e Hbo. I contatti fra le due società non hanno mai superato le fasi preliminari, con l’incontro avvenuto l’anno scorso fra Eddy Cue, capo di iTunes, e Olaf Olafsson, responsabile della corporate strategy di Time Warner. Secondo quanto scrive il Financial Times Cupertino è ancora alla ricerca di una media company, sono poche le prede inaccessibili al portafoglio Apple, con 233 miliardi di cash, perfino Time Warner che ha una capitalizzazione di mercato di 60 miliardi di dollari.
Al momento le azioni Time Warner sono in rialzo dell’1,87%.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play