Fed, parole del presidente uscente Yellen danno carburante al dollaro Usa
Dal punto di vista storico i prezzi degli asset finanziari sono su livelli estremamente alti ma i rischi per la stabilità finanziaria sono limitati: è il giudizio della presidente uscente della Fed, che nei commenti che farà al Congresso Usa nel suo ultimo intervento davanti all’aula prima di lasciare a febbraio 2018 il posto a Jerome Powell, ha lodato i progressi dell’economia americana, aprendo la porta a un nuovo rialzo dei tassi quest’anno. Le dichiarazioni hanno dato ulteriore spinta al dollaro sul mercato valutario.
“L’espansione dell’economia è sempre più generalizzata in tutti i settori”, dirà Janet Yellen nella testimonianza davanti alla Commissione bicamerale di Economia a Washington prevista per oggi. “Prevedo che, con gli adeguamenti graduali necessari di politica monetaria, l’economia continuerà a crescere e il mercato del lavoro si rafforzerà ulteriormente, alimentando un incremento dei salari e dei redditi”.
In seguito al lancio delle agenzie stampa, sul Forex il biglietto verde si è rafforzato nei confronti delle principali divisi concorrenti: l’indice del dollaro Usa misurato da Bloomberg è salito sopra quota 1.164 punti.

Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.