Eurozona, S&P: “così com’è unione bancaria non sostenibile a lungo termine”
L’Unione Bancaria dell’Eurozona è considerata ampiamente un progetto di poco successo e, di conseguenza, incompleto. L’attuale stato di avanzamento – la cosiddetta Unione Bancaria 1.0 – è sostenibile nel medio termine, ma meno nel lungo periodo, secondo Standard & Poor’s, che cita il fatto che “la possibilità di non riuscire a completare il progetto potrebbe minarne l’esistenza stessa“.
“Il giusto premio per uno sforzo maggiore è quello di ridurre i legami interni tra la forza creditizia delle banche e i rispettivi sovrani”, scrive in un report l’agenzia di rating americana, aggiungendo che “un mercato unico all’interno dell’Eurozona potrebbe apportare maggior competitività e diversità alle banche attive a livello internazionale. Prima di tutto questo, tuttavia, “i politici devono gestire le tensioni home-host tuttora irrisolte”.
Nonostante i progressi, insomma, l’Unione Bancaria 2.0 difficilmente arriverà in tempi rapidi. Se così fosse, invece, S&P dice che “potrebbero esserci delle implicazioni positive in termini di rating“.

Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo