Eurozona: Pmi manifatturiero migliora in aprile ma resta in fase di decrescita
Cresce leggermente anche se resta in territorio di contrazione l’indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona del mese di aprile, che si è attestato su quota 47,9, in lieve aumento rispetto al risultato di marzo, pari a 47,5 punti.
L’indice diffuso oggi da Ihs Markit è in linea con le attese degli analisti che indicavano quota 47,8. Il dato resta dunque sotto la soglia di 50 che indica lo spartiacque tra la diminuzione e l’espansione di un’attività economica.
Nello stesso mese, l’indice PMI manifatturiero della Francia ha raggiunto 50 punti dai 49,6 precedenti e a fronte di attese poste a 49,6.
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Ieri la società ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto onshore per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita
Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.