Eurozona, indice manifatturiero vicino ai massimi di sei anni
I dati definitivi sull’andamento del settore manifatturiero in area euro nell’ultimo mese di marzo dipingono un quadro confortante per il blocco a 27 in un momento di incertezze estreme, alimentate dalle prossime trattative sulla Brexit e dalle elezioni in Francia, in Germania e forse persino in Italia. Proprio questi ultimi due paesi, la prima e terza forza dell’area, sono quelli che hanno registrato i risultati più soddisfacenti.
L’indice PMI di Markit Economics si è attestato a quota 56,2 punti, in linea con la lettura preliminare e sopra i valori di febbraio (55,4). Si tratta della crescita della produzione manifatturiera e dei nuovi ordini all’industria più marcata da aprile 2011 in Eurozona. Le pressioni inflative rimangono accentuate.
Di seguito un recap di come sono andati gli indici Pmi del manifatturiero nei singoli paesi membri:
Germania 58,3 punti (flash: 58,3) – massimi di 71 mesi
Olanda 57,8 – minimi di due mesi
Austria 56,8 – minimi di tre mesi
Italia 55,7 – massimi di 72 mesi
Spagna 53,9 – minimi di cinque mesi
Irlanda 53,6 – minimi di 5 mesi
Francia 53,3 (flash: 53,4) – minimi di due mesi
Grecia 46,7 – minimi di due mesi
Breaking news
L’apertura di Wall Street vede il Dow Jones in crescita grazie a un potenziale accordo USA-Iran, mentre SpaceX continua il suo rally post-IPO. La società ha visto un significativo aumento del valore delle sue azioni, avvicinandosi a superare Amazon per capitalizzazione di mercato.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.