Eurozona: bene indice Pmi Composite, per prezzi aumento più forte in cinque anni
Buone notizie dal fronte macro europeo.
Nel mese di ottobre, la lettura preliminare relativa al Pmi Composite dell’Eurozona ha indicato una performance in rialzo a 53,7 punti, meglio dei 52,8 punti attesi dal consensus.
Occhio tuttavia al trend dell’inflazione, dal momento che dal dato è risultato che le aziende hanno alzato i prezzi al ritmo più forte in più di cinque anni.
Il trend dell’indice Pmi Composite, nel complesso, ha confermato la fase di espansione più forte di quest’anno, al massimo dallo scorso dicembre.
Nel mese di settembre, l’indicatore si era attestato a 52,6 punti.

L’euro rimane tuttavia poco mosso, snobbando la solidità del dato.

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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo