Euro ingessato a $1,06. Occhio a corona svedese dopo Pil
Sul mercato valutario l’euro oscilla attorno a $1,06 rimanendo praticamente ingessato. Il rapporto dollaro-yen recupera terreno e sale dello 0,50% a JPY 112,50: Sterlina-dollaro +0,36% a $1,2461; euro-yen +0,42% a JPY 119,31; euro-sterlina -0,42% a GBP 0,8511. Euro-franco svizzero piatto +0,01%, a CHF 1,0753.
Focus sul forex anche sulla corona svedese, venduta nei confronti del dollaro dopo la diffusione del PIL della Svezia.
Nel terzo trimestre dell’anno, il Pil svedese si è confermato di fatto peggiore delle attese, salendo dello 0,5% su base trimestrale – meno del +0,6% atteso – e del 2,8% su base annua – meno del +3,1% stimato.

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Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.