Elezioni Usa, mercati: Wall Street giù, bene sterlina dopo dato. Mps rallenta

8 Novembre 2016, di Laura Naka Antonelli

In ribasso i futures sugli indici azionari Usa. Intervistato da Cnbc, Eric Moore, gestore di fondi presso Milton Group, prevede che il prossimo presidente degli Stati Uniti avrà un mandato debole e sarà meno potente anche rispetto a Barack Obama. Riguardo all’impatto sull’azionario, a suo avviso i mercati segneranno un lieve rialzo dopo la reazione iniziale, in quanto gli investitori saranno sollevati dalla fine dell’evento che ha alimentato alta tensione in tutto il mondo.

Sul mercato valutario, in crescita la sterlina dopo il dato relativo alla produzione manifatturiera UK relativa al mese di settembre, che è salita dello 0,6% su base mensile, meglio del +0,4% atteso dal consensus. Su base annua, il dato è salito dello 0,2%. La produzione industriale in generale ha segnato un calo dello 0,4% su base mensile, peggio del consensus, che aveva previsto una variazione nulla. Su base annua il rialzo è dello 0,3%.

Riguardo all’azionario europeo, nel giorno delle elezioni Usa, l’indice Ftse Mib di Piazza Affari segna una flessione dello 0,36%, a 16.676,98 punti. In evidenza ancora il titolo MPS, che dimezza tuttavia il corposo rialzo successivo alla diffusione di nuove indiscrezioni sull’aumento di capitale e che, dopo aver segnato un rally superiore a +7%, avanza +3,49%, a 0,2668. Molto bene tra i titoli Azimut, dopo la decisione di Bankitalia di autorizzare la società di gestione a trasformarsi in SGR e di dare il via libera alla cancellazione dall’albo delle sim, che permette il pagamento della restante parte della cedola finora in sospeso, pari a un euro. Il titolo balza di oltre +5%.

Titoli bancari in generale sotto pressione sull’indice Ftse Mib, con Unicredit che cede quasi il 2%.