Elezioni Francia: sondaggi danno Macron in testa su Le Pen, ma l’euro ripiega
Gli ultimi sondaggi Ipsos danno il candidato centrista filo europeista Emmanuel Macron int testa con il 24% dei consensi nel primo round delle presidenziali, mentre Marine Le Pen insegue a due lunghezze di distanza. Al terzo e quarto posto ci sono Francois Fillon (20%) e Jean-Luc Mélenchon (19%).
Sui mercati negli ultimi scambi prima del primo turno delle elezioni presidenziali di domenica, gli investitori si stanno posizionando sulla difensiva sul valutario: l’euro si sta indebolendo contro tutte le principali valute rivali e al momento quota 1,0695 dollari.
Lo yen, bene rifugio per eccellenza sul Forex, viene preferito ad altre divise, mentre anche Ilf ranco svizzero prosegue il suo momento positivo rispetto alla moneta unica. L’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale sta spingendo qualche investitore a coprirsi dal rischio di una sorpresa negativa nel voto di domenica. I ribassi potrebbero farsi ancora più intensi verso la fine di seduta.

Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo