È morto Lee Iacocca, salvò la Chrysler dalla bancarotta
È scomparso ieri all’età di 94 anni Lee Iacocca, manager statunitense di origini italiane, per decenni l’uomo più potente di Detroit, capitale dell’auto Usa: presidente di Ford alla fine degli anni ’70 e negli anni ’80 amministratore delegato e presidente del consiglio di amministrazione della Chrysler, che salvò dalla bancarotta. Il suo nome è legato ad alcuni modelli di auto iconici come la Ford Mustang, di cui viene considerato il padre.
“Ha giocato un ruolo storico nel condurre Chrysler durante una crisi e farne una vera forza competitiva – ha comunicato FCA – . Era uno dei grandi leader della nostra società e di tutta l’industria dell’auto. Lee ci ha consegnato un modo di pensare che continua a guidarci oggi, basato sul duro lavoro, la dedizione e la grinta”.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo