E’ ancora effetto Bank of Japan: Borsa Tokyo giù, tassi 2y sopra lo zero. Prima volta dal 2015
E’ ancora effetto Bank of Japan sulla borsa di Tokyo e sugli asset made in Japan: focus in particolare sui titoli di stato giapponesi a due anni che, nella sessione odierna, hanno visto i tassi salire al di sopra dello zero per la prima volta dal 2015, per poi tornare negativi.
L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo è sotto pressione anche oggi, in perdita dello 0,68% dopo lo shock arrivato ieri dalla banca centrale del Giappone.
La BoJ ha annunciato l’intenzione di modificare il range di oscillazione su cui basa la sua politica di controllo di curva dei rendimenti (YCC).
Per la precisione, la Bank of Japan allargherà la forchetta di oscillazione dei tassi dei titoli di stato giapponesi a 10 anni, dall’attuale range compreso tra il -0,25% e lo 0,25%, alla nuova banda compresa tra il -0,5% e lo 0,5%.
L’aggiustamento, si legge nel comunicato della Bank of Japan, intende “migliorare il funzionamento del mercato e incoraggiare una formazione più fluida dell’intera curva dei rendimenti, mantenendo allo stesso tempo condizioni finanziarie accomodanti”.
Ieri lo yen si è apprezzato subito sul dollaro, con il rapporto USD-JPY che ieri è scivolato fin oltre il 3,5%. Oggi il cambio recupera lievemente terreno. Il biglietto verde sale sullo yen dello 0,28% a JPY 132,07.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play