Draghi: Quantitative Easing può avere più effetti collaterali dei tassi negativi

24 Maggio 2017, di Daniele Chicca

Le misure implementate dalla Bce per sostenere l’economia e il sistema finanziario dell’Eurozona si sono dimostrate efficaci, ma il Quantitative Easing potrebbe avere più effetti collaterali dei tassi negativi. Quanto all’iinflazione le pressioni al rialzo rimangono moderate e sotto controllo. Lo ha detto Mario Draghi da Madrid durante la conferenza della Banca centrale di Spagna in un intervento sul tema della stabilità finanziaria.

Gli effetti negativi della politica di tassi sotto zero sono stati per ora contenuti, secondo il presidente della Bce Draghi, convinto pertanto che “non ci sono motivi validi per deviare dalle attuali indicazioni che stiamo costantemente fornendo nelle dichiarazioni introduttore delle nostre conferenze” che chiudono la riunione di politica monetaria. Il programma di acquisto di asset (QE) è “più difficile da calibrare per la Bce, più complesso da implementare e più propenso a produrre effetti collaterali rispetto agli altri strumenti tradizionali di politica monetaria come i tassi moderatamente negativi”.