Dow Jones e Nasdaq a nuovi record intraday. Scommessa oltre $3 miliardi su P&G
Pochi minuti dopo l’inizio della giornata di contrattazioni, gli indici Dow Jones e Nasdaq hanno testato nuovi record intraday. Sul Dow Jones sta incidendo soprattutto la buona performance del titolo Procter&Gamble, in rialzo di oltre +3% a $90,55. Il balzo delle quotazioni incide con +17 punti sui guadagni del Dow Jones.
Procter&Gamble beneficia della notizia relativa alla decisione di Trian Fund Management di aver accumulato una posizione sul titolo, del valore superiore ai $3 miliardi.
Trian Fund Management è conosciuto per essere tra gli investitori attivisti più importanti di Wall Street, e in passato ha scommesso su titoli come PepsiCo e DuPont.
Il Dow Jones è volato al record intraday di 20.524,37 punti, mentre il Nasdaq è salito fino a 5.783,68 punti.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.