Delusione PIL Usa alimenta attese di una Fed dovish. A Piazza Affari impennata di Stm e Stellantis
Giovedì tonico per le Borse con Piazza Affari che continua il suo momento positivo in una giornata cadenzata da numerose trimestrali. L’indice Ftse Mib ha così chiuso a 25.516 punti, in rialzo dell’1,01%. Buona la reazione dei mercati al meeting Fed e ai dati sul PIL Usa, cresciuto ‘solo’ del 6,5% annualizzato nel II trimestre contro il +8,5% atteso. I consumi, tuttavia, sono stati ancora una volta estremamente robusti all’11,8% annualizzato.
Delusione PIL fa sperare in sostegno FED
Crescita meno sostenuta che ha rafforzato le aspettative di un sostegno da parte della Federal Reserve con una politica monetaria ancora accomodante.
“Nel complesso – rimarca Christian Scherrmann, DWS U.S. Economist – la delusione di oggi dovrebbe essere presa con una certa cautela, poiché il consumo rimane molto forte nel secondo trimestre e ci aspettiamo che la ripresa proceda ulteriormente guardando avanti. In linea con questo, ci aspettiamo che altre variabili economiche, come ad esempio le variabili del mercato del lavoro, recuperino terreno nei prossimi mesi”. “Questo dovrebbe costituire la base perché la Fed consideri una graduale riduzione delle misure di accomodamento monetario entro la fine di quest’anno”, conclude Scherrmann.
Ieri sera, come da attese, ha temporeggiato sull’avvio del tapering e Powell continua a interpretare il balzo dell’inflazione come transitorio. Powell ritiene che sono stati fatti progressi nel mercato del lavoro, ma non sono ancora “sostanziali” verso l’obiettivo della massima occupazione. Quando gli è stato chiesto sul tapering nella conferenza Powell ha chiosato “vorrei vedere alcuni numeri sul mercato del lavoro forti”.
STM la migliore oggi, corre anche Stellantis
Tra le blue chip milanesi scatto a +5,56% di Stm sopra i 35 euro, sui massimi da febbraio. STM ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto di 412 milioni di dollari e ricavi migliori delle attese (+43,4% a/a), spinti dalla forte domanda di chip. Anche le previsioni per il terzo trimestre superiori alle stime di mercato. Il produttore di chip italo-francese stima per il terzo trimestre ricavi netti a 3,20 Mld$, sopra le stime di mercato di 3,08 Mld$, ed un margine lordo al 41%.
Tra i migliori oggi anche Stellantis (+3,36% a 16,35 euro) che trova sponda della revisione al rialzo della guidance da parte del colosso tedesco Volkswagen.
Male invece Enel (-0,5%) che lei alle prese oggi con il test conti. Giù dell’1,68% Amplifon nonostante i conti trimestrali siano andati oltre le attese con ricavi più che raddopiati a 518,6 mln nel 2° trimestre e la revisione al rialzo della guidance 2021 che ora indica ricavi consolidati di circa 1,93 mld di euro ed ebitda margin in rialzo a circa 24,8% su base ricorrente. Il prossimo 13 settembre Amplifon terrà in modalità virtuale il proprio Capital Markets Day.
In corsa oggi anche il titolo ENI (+0,98% a 10,014 euro) che si accoda al buon umore dei mercati e in particolare del settore oil. A dare slancio sono stati i solidi numeri trimestrali diffusi da Shell (utile netto adjusted di 5,53 mld di dollari, livello più alto dal 4° trimestre 2018 e sopra le attese degli analisti), accompagnati dall’aumento del 38% del dividendo trimestrale e del via a un piano di buyback da 2 miliardi di dollari che intende completare entro fine 2021. Oggi è in programma il cda di ENI per l’approvazione dei conti del 1° semestre che verranno resi noti domani mattina prima dell’avvio delle contrattazioni. Gli analisti di Equita stimano un ebit adjusted di 1,584 mld di euro nel 2° trimestre dai -437 mln dell’analogo periodo 2020. L’utile netto adj è visto a 439 mln.
Breaking news
Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.
Sotto la lente i numeri trimestrali di Oracle, ma soprattutto i piani spesa per AI