Decreto popolari, banca Popolare Emilia si trasforma in Spa
Con il 99,8% dei sì la banca Popolare Emilia è diventata spa. Lo contempla il decreto delle popolari attuato dal governo mesi fa. Il decreto prevede che banche con asset superiori agli 8 miliardi avrebbero dovuto trasformarsi in società per azioni dicendo addio al voto capitario. In realtà la banca poteva da tempo in un certo senso già permettersi di ragionare come Spa, grazie alla presenza stabile nel capitale di imprenditori forti e delle Fondazioni bancarie, i cui istituti di riferimento sono alla base dell’attuale Bper.
All’appuntamento con la storica conversione in spa, la banca – si vanta la dirigenza – si presenta “con fondamentali di prim’ordine, con un coefficiente di patrimonializzazione che la pone ai vertici non solo nazionali, ma addirittura europei, e risultati economici soddisfacenti”. Per stringere nuove alleanze la nuova società punta ora sulla Lombardia. Per le aggregazioni il board di Popolare Emilia ha messo difatti gli occhi su Creval e su Popolare di Sondrio. Mps , del quale si sta discutendo il salvataggio tramite aumento di capitale in questi giorni, rimane “un nodo importante”, secondo l’amministratore delegato Alessandro Vandelli, il quale ricorda ai soci storici di dedicarsi alla stabilità del gruppo con sede a Modena.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.