Davos, presidente Cina: “globalizzazione non è colpevole per problemi del mondo”

17 Gennaio 2017, di Daniele Chicca

Viste le montanti tensioni tra Cina e Stati Uniti dopo l’elezione di Donald Trump, la cui agenda politica è di stampo protezionista, a Davos le attenzioni sono tutte sull’intervento del presidente cinese, secondo il quale “viviamo in un mondo pieno di contraddizioni”. Xi Jinping ha detto che “la crisi finanziaria internazionale è stata il risultato dell’eccessiva smania di profitti e non della globalizzazione. Molti dei problemi che assillano il mondo non sono causati dalla globalizzazione economica” e nel suo intervento il protezionismo, cui bisogna difendersi, viene paragonato all’azione di chiudersi una stanza oscura.

La presenza di Xi, che ha citato tra i fattori di crisi le onde migratorie di rifugiati provenienti da Medioriente e Africa, ha una valenza storica: è la prima volta che un leader della Cina partecipa al World Economic Forum. “Sono la guerra, i conflitti e le turbolenze regionali ad aver provocato i problemi e la soluzione è fare pace, promuovere la riconciliazione e ritrovare la stabilità”. Anche i movimenti populisti rischiano di provocare un periodo di guerra e povertà.

L’economia globale attraversa un periodo di transizione, secondo Xi, con la globalizzazione che ha creato indubbiamente nuovi problemi. Tuttavia questo non deve servire da giustificazione e il mondo si deve adattare ai nuovi sviluppi per trarne beneficio. “Il ruolo dei motori tradizionali della crescita si sta indebolendo sempre più. La crescita economica globale è la più bassa degli ultimi sette anni e quella del libero commercio mondiale è su livelli ancora più bassi”.