Mutui banche, tassi ai minimi da 70 anni
I tassi del settore creditizio sono scivolati su valori che non si vedevano dalla fine degli Anni 40. Il calo degli interessi che le banche europee chiedono ai clienti nel mercato immobiliare ha subito una ulteriore accelerazione in marzo, mese durante il quale la Bce ha varato nuove misure di stimolo monetario.
Secondo uno studio di Crédit Logement/CSA pubblicato ieri, i tassi del settore concorrenziale si sono attestati all’1,97% in media il mese scorso contro il 2,09% del mese di febbraio. Si parla dei valori medi, prendendo in considerazione tutte le durate e scadenze. A gennaio erano posizionati al 2,15%, mentre il mese ancora prima valevano il 2,20%. Il trend al ribasso è evidente, con i tassi che sono scesi dello 0,23% in appena tre mesi di tempo.
Per accedere alla proprietà di case nuove, sono sufficienti il 2,12% di interessi, contro l’1,92% del mese precedente. “Il calo che era già stato rapido nei primi mesi del 2016, ha subito un’accelerazione notevole a marzo”, scrive l’Osservatorio in un comunicato, in cui si precisa che si tratta dei minimi da circa 70 anni. Su quindici anni i tassi da versare alle banche sono delll’1,8%, su venti del 2,10%, e su 25 del 2,3%.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.