Credito, Moody’s minaccia di declassare il rating degli Stati Uniti
Un declassamento del credito a causa delle politiche della nuova amministrazione Usa sembra inevitabile per Moody’s. L’agenzia di rating, citando il deterioramento delle politiche fiscali e l’incremento ulteriore del debito federale, ha infatti minacciato di rivedere al ribasso il giudizio sulla qualità creditizia degli Stati Uniti.
Con la prima economia al mondo che continua a rischiare uno shutdown – le attività federali secondarie hanno in effetti chiuso per qualche ora – e il debito pubblico che continua a gonfiarsi, Moody’s ha lanciato un avvertimento a Trump facendo capire che se le cose rimangono così deve aspettarsi un downgrade da parte di quell’agenzia di rating che invece nel 2011 non ha, al contrario di Standard And Poor’s, osato strappare agli Usa la Tripla A per la prima volta nella storia. Le politiche fiscali espansive causeranno nuovi problemi di insolvenza del debito in Usa, dice Moody’s, e contribuiranno ad ampliare il deficit di bilancio, provocando un “pesante deterioramento fiscale“.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.