Coronavirus spaventa i mercati, Wall Street in calo
Chiusura in ribasso per Wall Street, che ieri ha terminato la seduta in ribasso dopo che il Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) ha confermato il primo caso negli Stati Uniti di persona infetta dal misterioso coronavirus cinese.
Sul fronte della politica interna, l’attenzione è per l’inizio del processo di impeachment in Senato contro il presidente Donald Trump. Il petrolio a marzo a New York ha ceduto 0,20 dollari, lo 0,3%, a quota 58,38 dollari al barile.
Il Djia ha perso 152,06 punti, lo 0,52%, a quota 29.196,04. L’S&P 500 ha ceduto 8,83 punti, lo 0,27%, a quota 3.320,79. Il Nasdaq ha lasciato sul terreno 18,14 punti, lo 0,14%, a quota 9.370,81.
Breaking news
Le tensioni tra Iran e Israele hanno portato a un aumento significativo del prezzo del petrolio, mettendo a rischio un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente. I colloqui di pace sono in stallo, mentre le azioni militari continuano a intensificarsi.
Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, considera il recente calo delle azioni tecnologiche globali come un’opportunità d’acquisto, sottolineando l’inizio della costruzione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Huang ha evidenziato un accordo con SK Hynix per progettare chip di memoria per AI.
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato