Consob: “le banche sono imprese e hanno dei rischi. Avvertire sempre i risparmiatori”

26 Novembre 2015, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Pensa ai piccoli risparmiatori clienti delle quattro banche oggetto del piano di salvataggio varato del Governo lo scorso fine settimana, il presidente della Consob, Giuseppe Vegas.

A margine di un’iniziativa per l’educazione finanziaria rivolta agli studenti, il numero uno dell’Autorità per la vigilanza dei mercati finanziari sottolinea che le banche sono sempre delle imprese e come tali hanno dei rischi che non vanno sottovalutati. Occorre dunque sempre basarsi sul principio della trasparenza e avvertire i risparmiatori.

“Le banche, come tutte le imprese hanno dei rischi; forse ce n’eravamo dimenticati, oggi però questi rischi, dopo la crisi e il rafforzamento patrimoniale, sono inferiori rispetto a dieci anni fa. Il risparmiatore deve essere avvertito che c’è questa possibilità, questo rischio (…) Il risparmiatore, quando sceglie un investimento, lo fa sotto sua responsabilità, ma deve essere avvertito che c’è questo tipo di rischio che adesso è stato definito con confini specifici; è un passo avanti rispetto a prima”.

In merito poi alla decisione della Banca d’Italia di azzerare tutti i prestiti subordinati sottoscritti con una delle 4 banche coinvolte (Banca Marche, Banca Etruria, Cassa di Ferrara e Cassa di Chieti), Giuseppe Vegas premette che l’Istituto da lui guidato non ha interferito con questa decisione. Inoltre, sottolinea Vegas, se l’intervento fosse stato preso a gennaio con il bail-in le conseguenze sarebbero state più tragiche per i risparmiatori.

“Sarebbe stato più duro perchè avrebbe coinvolto i depositi che in questo modo sono stati salvati”.

E in merito alla mancanza di trasparenza della nuova normativa creata in seguito al recepimento in Italia della direttiva europea Brrd (Banking Resolution and Recovery Directive), sottolinea lo stesso Vegas:

“La nuova normativa tuttavia può essere in contraddizione con le direttive sulla trasparenza. Era opportuno che i risparmiatori avessero conoscenza di quali potessero essere le banche a rischio, per evitare una paura generalizzata verso il sistema bancario (…) è  rimasto il segreto tranne che per la parte relativa al cambiamento di proprietà della banca”.