Cina: vola a gennaio il commercio estero, import ed export sopra le attese
Tra intensi negoziati commerciali, le esportazioni cinesi calcate in yuan sono rimbalzate notevolmente a gennaio aumentando del 13,9% su base annua, mentre le importazioni segnano un +2,9%.
Entrambi i dati sono decisamente migliori del previsto, mentre il surplus commerciale complessivo è calato. Le esportazioni dalla Cina, calcolate in dollari, sono salite invece del 9,1% annuo, contro il precedente declino del 4,4%. Le esportazioni cinesi negli Stati Uniti erano di 36,54miliardi di dollari e le importazioni dagli Stati Uniti di 9,24 miliardi, secondo il sito della General Administration of Customs.
Numeri impressionanti, ma come sottolinea Bloomberg, la pausa del nuovo capodanno lunare ha probabilmente aumentato le spedizioni di gennaio, visto che le aziende si sono affrettate a spedire più merci prima della chiusura festiva. Come sottolinea l’economista di UBS AG, Ning Zhang si prevede una crescita delle esportazioni nel 2019 in deceleramento dal 2018, anche se vi è un accordo per non aumentare le tariffe di $ 200 miliardi nelle importazioni cinesi, a causa della scarsa economia globale.
“Ma se ci sarà un accordo per eliminare tutte le tariffe esistenti, quello sarà uno scenario diverso e le esportazioni non si indeboliranno in modo significativo.”
Breaking news
Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.
La norvegese Vard, parte del Gruppo Fincantieri, costruirà due navi multifunzione per Trinity House, destinate alla manutenzione di boe e fari nel Regno Unito. Il contratto, del valore di oltre 220 milioni di euro, è parte di un programma di rinnovo flotta e garantirà servizi di navigazione sicuri ed efficienti.