Cina, FMI: Riforme strutturali se si vuole fermare bolla debito aziende
PECHINO (WSI) – Crescente la preoccupazione del Fondo Monetario Internazionale per i problemi di debito della Cina. Un recente rapporto di inizio mese ha messo in luce come il debito corporate conta ormai per il 160 per cento del Pil cinese e il piano di conversione debt-to-equity del governo di Pechino rischia di far sopravvivere società zombie, ossia imprese non vitali che sono ancora operative e sarà anche alla base del conflitto di interessi tra gli istituti di credito.
Da qui la spinta dell’FMI ad una risposta urgente da parte del governo per risolvere il crescente debito delle aziende, considerato dal Fondo guidato da Christine Lagarde un problema grave per l’economia cinese. Fondo che ha messo in luce come il piano di Pechino per scambiare Npl ( Non performing loan) con azioni delle aziende debitrici, da solo, non è sostenibile. Da qui la necessità di riforme strutturali e macroeconomiche.
“Un piano ampio può aiutare ad allocare le risorse per usi produttivi e questo sostiene, insieme al giusto mix di politiche macroeconomiche e riforme strutturali, un bilanciamento economico della Cina verso un modello più sostenibile di crescita”.
Breaking news
Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.
La norvegese Vard, parte del Gruppo Fincantieri, costruirà due navi multifunzione per Trinity House, destinate alla manutenzione di boe e fari nel Regno Unito. Il contratto, del valore di oltre 220 milioni di euro, è parte di un programma di rinnovo flotta e garantirà servizi di navigazione sicuri ed efficienti.