Cina, finalmente si riassestano tassi interbancari in yuan

13 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

Pare che la Cina sia riuscita a chiudere il differenziale che si era aperto sui tassi di cambio della sua valuta, lo yuan, tra i mercati esteri e i livelli che invece si registravano sul mercato cinese. Lo riporta il Financial Times, spiegando che si sono finalmente calmierati i tassi interbancari in yuan praticati a Hong Kong, che nelle precedenti sedute avevano subito una impennata mentre Pechino, tramite la Banca centrale PBOC, stava facendo incetta di yuan all’estero per ridurre il suddetto divario e al tempo stesso mettere sotto pressione le scommesse speculative ribassiste sulla sua moneta, chiamata anche renminbi.

Stamattina i tassi interbancari in yuan nell’ex protettorato britannico sono rientrati all’8,3 per cento, a fronte del valore palesemente fuori scala, il 66,8 per cento toccato ieri. Nel frattempo il dollaro fluttua attorno a 6,5735 yuan, laddove a fine dicembre era inferiore a 6,40 yuan e fino ad inizio agosto 2015 sotto 6,20 dollari.

Il divario sui cambi – tra piazze cinesi ed estere – era in buona misura dovuto all’attesa da parte di molti investitori internazionali sulla possibilità che la valuta cinese debba subire ulteriori svalutazioni, oltre a quelle decise da Pechino la scorsa estate e in questo inizio d’anno. Le misure hanno contribuito ad alimentare la volatilità dei mercati.