Cashback: addio a quello di Stato, arriva quello della banca?
Il cashback di Stato non tornerà nel 2022, ma alcune banche avrebbero già lanciato iniziative simili per incentivare i clienti all’uso della moneta elettronica. Sì perché, a quanto emerge da una ricerca condotta da Facile.it, l’iniziativa aveva aumentato del 39% la ricerca di carte prepagate, con una crescita importante soprattutto nella fascia di consumatori fino ai 34 anni.
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Arriva il cashback privatoÂ
Il Consiglio dei ministri ha scelto di sospendere il Cashback e destinare le risorse su altre voci di spesa. La formula non è però destinata a tramontare perché diversi istituti di credito l’hanno fatta propria.
“Fino a che l’iniziativa statale è rimasta in vigore – spiega Ivano Cresto, Managing Director financial products di Facile.it – alcuni istituti di credito hanno integrato all’interno del proprio home banking l’app ufficiale del cashback di Stato, aiutando così i propri clienti a partecipare all’iniziativa; ora che il cashback statale non è più in vigore, alcune banche hanno scelto di proporre un proprio meccanismo di cashback, con l’obiettivo di continuare a incentivare l’uso dei pagamenti elettronici da parte della clientela”.
Il meccanismo promosso dagli istituti di credito e citato da Cresto prevede, normalmente, un rimborso di importo variabile a fronte di un pagamento effettuato con una carta elettronica. La percentuale varia da banca a banca; in alcuni casi viene riconosciuto un cashback iniziale generalmente del 10%, che poi tende a calare nel tempo fino all’1%, mentre in altri casi viene rimborsato un importo fisso per ogni transazione fatta.
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Aumenta l’uso e le richieste di carte elettroniche
Nel primo semestre 2021 il numero dei pagamenti digitali è cresciuto del 41% arrivando a 3,2 miliardi, per un totale di oltre 145 miliardi di euro, con uno scontrino medio sceso, anche grazie al cashback, di oltre l’11% arrivando a 45,7 euro (Osservatorio Innovative Payments, School of Management del Politecnico di Milano).
La lotta all’evasione non era la motivazione più sentita. Molti hanno criticato l’efficacia del cashback nella lotta all’evasione fiscale, una delle ragioni che spinse il precedente Governo a introdurre il meccanismo. Non era certo una priorità per gli italiani; già nel 2019, Facile.it aveva messo in evidenza, tramite un’indagine affidata all’istituto mUp Research che dei 22,4 milioni di cittadini non disposti ad abbandonare i contanti, quasi 6 rispondenti su 10 vi avrebbero rinunciato solo a fronte di una forma di rimborso come il cashback, mentre meno di 1 su 3 lo avrebbe fatto per contribuire alla lotta all’evasione.
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