Brexit, vera sconfitta è l’Ue: amputata del 17% del Pil
Per molti la vera sconfitta è l’Ue, che con l’uscita del Regno Unito ha perso il 12% della popolazione e il 17% del Pil. L’Unione Europea si trova in un terreno sconosciuto, si sveglia dopo un terremoto politico e dovrà affrontare un’altra crisi, anche di identità con molti paesi Ue che chiederanno un referendum simile a quello che è stato concesso al popolo britannico.
Per Londra il timore è di vedere capitali in fuga e caduta a picco dei valori di Borsa. La sterlina è ben impostata per crollare sui minimi di 36 anni e l’economia rischia di attraversare un periodo di incertezza che potrebbe anche durare cinque anni. A lungo termine Londra potrebbe uscirne anche rafforzata, ma sul breve l’impatto a detta di tutti sarà negativo per via dell’instabilità dei mercati e dell’addio di alcune imprese.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.