Brexit: Trump ostacola l’accordo Ue-Uk sul commercio
LONDRA (WSI) – A mettere i bastoni fra le ruote all’accordo tra Ue e Londra sul commercio il presidente americano Donald Trump. L’amministrazione Trump si è unita a un gruppo di paesi che si oppongono ad un accordo tra il Regno Unito e l’Unione europea per dividere le preziose quote di importazione agricola.
Un chiaro segnale di come Stati Uniti e altri paesi intendono utilizzare la Brexit per costringere il Regno Unito ad aprire ulteriormente il suo delicato mercato dei prodotti agricoli. Il presidente Donald Trump è stato uno dei più importanti sostenitori internazionali della Brexit e ha promesso rapidamente di negoziare un “buon accordo commerciale” con il Regno Unito dopo che lascerà l’UE ma ora si sono uniti ad altri importanti esportatori agricoli, tra cui Argentina, Brasile e Nuova Zelanda, firmando una lettera inviata la settimana scorsa agli ambasciatori dell’ UE e del Regno Unito presso l’OMC, opponendosi al progetto di suddividere le quote che riguardano tutto, dal burro e l’ agnello neozelandesi al pollame e al frumento statunitensi.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.