Brexit, trattative al via: cosa succederà a Borse e Sterlina
Ci siamo: ora che il governo britannico si appresta a ricorrere ufficialmente all’articolo 50, avviando la procedura di addio di Londra all’Ue, è il momento buono per interrogarsi su come reagiranno i mercati ai due anni di trattative tra i due blocchi su commercio, immigrazione e altre questioni aziendali, economiche e finanziarie cruciali. Al momento sui mercati regna una certa calma ma questa situazione non dovrebbe durare. Alcuni analisti ritengono che gli investitori siano colpevolmente troppo compiacenti e che sbagliano ad aspettarsi che vada tutto liscio nei colloqui.
Secondo JP Morgan l’avvio formale delle trattative sugli accordi commerciali tra Ue e Regno Unito penalizzerà la sterlina, che è destinata a indebolirsi. Per loro la sterlina è la valuta più sopravvaluta del G-10. Bank of America consiglia invece di puntare su un incremento della volatilità piuttosto che prendere decisioni azzardate sulla direzione che prenderanno i tassi di cambio. Anche gli esperti di Societe Generale la pensano in modo analogo. Al momento la divisa britannica sui mercati recupera qualcosa, dopo aver perso il 18% in scia alla Brexit. L’indice azionario della Borsa di Londra ha invece guadagnato il 16% dal referendum dello scorso 23 giugno. L’articolo 50 del Trattato di Lisbona scatterà domani se stasera le due camere del Parlamento inglese approveranno il disegno di legge sulla Brexit.

Breaking news
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.
Poste Italiane ha registrato ricavi record di 6,8 miliardi di euro nel primo semestre 2026, grazie a una crescita in tutte le aree di business. L’utile netto è aumentato del 4%, mentre la raccolta netta nei prodotti di investimento ha raggiunto 2,7 miliardi di euro. La strategia aziendale è stata ulteriormente rafforzata con un nuovo accordo per la distribuzione del risparmio postale e un focus sull’intelligenza artificiale.