Brexit, Confindustria invita alla calma: “può essere un’opportunità”
Niente panico e cerchiamo di trasformare la Brexit in un’opportunità. Sono questi i commenti che il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, fornisce all’indomani dello
storico voto popolare che rescinde l’unione fra Londra e Bruxelles.
“Questo è il momento di reagire, don’t panic. Gli effetti ci saranno ma i fondamentali dell’Europa sono a posto. E’ evidente che la Brexit causerà ansia sui mercati ed effetti speculativi ma non dimentichiamo i fondamentali dell’Ue: l’Europa ha il mercato più ricco del mondo e hai il debito inferiore a quello degli Stati Uniti”, dichiara Boccia.
“Dobbiamo trasformare il trauma in una grande opportunità”, d’altra parte “l’Europa è sempre andata avanti per traumi”, prosegue il presidente della Confederazione degli industriali, adesso l’Ue si muova per “rivedere i trattati anche nella logica di una maggiore flessibilità”.
Le previsioni sul Pil e gli scenari macro attesi oggi dal Centro Studi di Confindustria saranno diffuse in ritardo, data l’eventualità imprevista che la Brexit si concretizzasse. “I dati vanno riattualizzati e ricontestualizzati”, spiega Boccia.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.