Borse europee aprono poco mosse dopo i guadagni di ieri. Scatto del Ftse 100
Avvio di seduta poco mossa per i principali listini europei, dopo i guadagni di ieri. Il Dax tedesco sale dello 0,2%, l’Ibex 35 spagnolo perde lo 0,3%, il Cac 40 francese e il Ftse Mib invariati e il Ftse 100 inglese avanza dell’1%.
Oggi riprenderanno le negoziazioni anche a Wall Street dopo la chiusura di ieri per festività . I Futures sull’indice S&P 500 si attestano per il momento in territorio positivo.
Ieri le attenzioni degli investitori sono state principalmente rivolte agli indici S&P Global PMI manifatturiero che hanno mostrato indicazioni positive per Eurozona, Germania e Italia.
Questa settimana il focus sarà sui verbali dell’ultima riunione di politica monetaria della Fed (mercoledì) e successivamente sui dati del mercato del lavoro degli Stati Uniti (venerdì).
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unitĂ rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play