Borse: chiudere posizioni a maggio potrebbe costare caro in autunno
Gli investitori dovrebbero fare attenzione a non chiudere le posizioni in titoli azionari troppo presto, in maggio. In molti nelle sale operative avranno sentito parlare dell’adagio “sell in May and go away” che si basa sul presupposto che d’estate le Borse tendono storicamente a perdere quota. Una simile strategia quest’anno potrebbe costare caro in autunno, secondo gli osservatori di mercato citati da Marketwatch.
Come dimostra anche l’andamento dei titoli Coca-Cola (uno dei gruppi quotati prediletti da Warren Buffett) speculatori come Buffett e altri hedge fund hanno spesso approfittato di questa tendenza nelle Borse, rimanendo fedeli all’azionario nel periodo estivo, approfittando così della fuoriuscita degli investitori retail.

Analizzando i dati dal 1970 a oggi si nota come il ritorno medio da investimento sull’S&P 500 è stato del 6% in inverno contro il +2% realizzato d’estate. Ma se dai dati vengono epurati il crollo del 2008 e del 1987 e se si guarda alla mediana dei prezzi, si scopre che l’inverno e l’estate hanno offerto ritorni simili (+5% e +4%). I numeri smentiscono la veridicità dell’assunto secondo cui conviene vendere in maggio e non tornare prima dell’autunno.
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Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilitĂ in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.
La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dalle tensioni geopolitiche tra Iran e Usa e dagli attacchi in Kuwait. L’indice Nikkei scende dell’1,36%, mentre il Topix cala dell’1,11%. Softbank registra un forte ribasso a causa delle recenti dinamiche di mercato.
Il CEO di TSMC, C.C. Wei, ha dichiarato che la domanda globale di chip alimentata dall’IA supererĂ l’offerta per anni. Nonostante l’espansione delle capacitĂ produttive negli Stati Uniti, la domanda americana non sarĂ soddisfatta completamente. TSMC, leader mondiale nella produzione di semiconduttori avanzati per l’IA, prevede una crescita delle vendite del 30% quest’anno, nonostante le sfide.