Bond Cina, inversione della curva dei tassi: prima volta nella storia
L’ennesima prova della distorsione dei mercati finanziari la offre la Cina. Per la prima volta nella storia della potenza asiatica, i tassi dei titoli governativi a cinque anni rendono di più di quelli a decennali. Una tale inversione della curva dei rendimenti sfida le leggi della logica, perché i bond a più lunga scadenza dovrebbero offrire una ricompensa maggiore agli investitori (data dai tassi più alti).
Il mercato obbligazionario da 1.700 miliardi di dollari dà prova di un altro segnale di stress per via delle misure del governo di Pechino per ridurre i rischi finanziari giudicati ormai troppo elevati. I tassi a cinque anni sono saliti al 3,71%, superando il rendimento del titolo a 10 anni nonostante quest’ultimo viaggi comunque ai massimi di 25 mesi in area 3,68%. I prezzi dei Bond e i tassi si muovono con un rapporto inversamente proporzionale.

Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo