BofA: “Fed più aggressiva nel 2019? Non è una cattiva notizia”
NEW YORK (WSI) – La maggiore inflazione e una Federal Reserve più aggressiva non significano per forza di cosa una notizia negativa. Lo sostiene Bank of America Merril Lynch secondo cui una politica monetaria più restrittiva anche nel 2019 non sempre è dannoso per le azioni.
“Per le borse l’impatto dipenderà da quali fattori guidano il cambiamento di politica della Fed. Il caso peggiore per le azioni è se a muovere la Fed sarà un’infiammata dei prezzi. Una banca centrale più aggressiva che si muove per fronteggiare un’inflazione più alta del previsto non fa bene alle azioni”.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.