Blockchain contro le truffe: nasce la Carta d’identità digitale del diamante
La truffa della vendita di “diamanti da investimento” che ha coinvolto migliaia di risparmiatori si poteva evitare grazie alla blockchain. A dirlo Andrea Tortorella, CEO di Consulcesi Tech, hi-tech company di Consulcesi Group, presentando un nuovo progetto, la “carta di identità digitale del diamante”, un codice univoco a prova di falsificazione che garantisce la qualità, la provenienza e la liceità dei diamanti.
In questo modo – assicura Tortorella – non ci saranno più dubbi o timori di essere frodati poiché al momento dell’acquisto ogni brillante sarà corredato di un file digitale contenente le informazioni su dove è stato estratto, dove è stato tagliato e quale percorso ha compiuto».
Consulcesi Tech fa sapere inoltre di aver stipulato un accordo con Diamondschain, marketplace di scambio tra diamanti e criptovalute che consente di ottenere un bene reale in un contesto caratterizzato dall’immaterialità della moneta digitale. Anche in questo caso fondamentale è il contributo della Blockchain. “Il deposito di diamanti certificati avverrà infatti attraverso la sottoscrizione di Smart Contract. Un’ulteriore garanzia per gli acquirenti, che avranno la certezza di operare in totale sicurezza e trasparenza, al riparo da truffe e raggiri” si legge nella nota.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo