Verbali Bce: modificare forward guidance rischia di peggiorare situazione
FRANCOFORTE (WSI) – Uno degli elementi chiave per accelerare l’inflazione è la crescita dei salari che, secondo quanto rende noto il numero uno della Bce Mario Draghi negli ultimi verbali dell’istituto, sono ben al di sotto delle medie storiche. Secondo la Bce, sulla bassa crescita dei salari pesano soprattutto tre componenti.
“Innanzitutto il sottoutilizzo di capacità produttiva con un tasso di disoccupazione ancora alto che hanno un effetto sulle contrattazioni, con i sindacati che potrebbero preferire dare priorità alla sicurezza del posto di lavoro al costo di qualche perdita in termini di salari reali (…) nei paesi dove l’indicizzazione formale dei salari è scesa fortemente durante la crisi, il trasferimento dell’inflazione ai salari potrebbe essersi indebolito (…) la negoziazione salariale in molti Paesi è già stata in gran parte conclusa per quest’anno, con la conseguenza che qualsiasi impatto di una maggiore inflazione attraverso la negoziazione salariale probabilmente sarà ritardato”.
Eventuali modifiche della formula usata sulla “forward guidance” su tassi e QE potrebbero avere conseguenze negative. In presenza di una economia in miglioramento, dicono i verbali dell’ultima riunione di politica monetaria della Bce, una modifica della ’forward guidance’ potrebbe anche portare a un peggioramento delle condizioni finanziarie. “Cambiamenti della formula utilizzata potrebbero portare un ingiustificato movimento rialzista dei tassi di interesse di mercato e irrigidire le condizioni finanziarie a un livello non conforme all’outlook prevalente relativo la stabilità dei prezzi”.
Breaking news
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.