BCE, cosa attendersi dalla riunione di domani
a cura di Annalisa Piazza, Fixed-Income Research Analyst di MFS IM
I recenti commenti dei funzionari della BCE indicano al momento una possibile situazione di politica monetaria invariata, nonostante il probabile miglioramento della curva inflazionistica e del trend di crescita per l’anno in corso. Se il quadro macro a breve termine potrebbe giustificare un indizio ad una posizione politica leggermente meno accomodante, le condizioni di finanziamento, che attualmente sono uno dei fattori chiave che guidano la strategia della BCE, si sono in qualche modo irrigidite e giustificano il mantenimento dell’attuale posizione monetaria.
Ci aspettiamo un equilibrio più stabile tra il rischio di crescita ed inflazione nel breve termine. Tuttavia, lo scenario di medio termine confermerà un’inflazione probabilmente ben al di sotto dei target e l’output gap si restringerà a un ritmo molto lento. Pertanto, condizioni di finanziamento più rigide non sarebbero favorevoli nell’attuale congiuntura, perché rischiano di accelerare la chiusura dell’output gap, pre-condizione per l’aumento delle pressioni inflazionistiche sottostanti nel medio termine.
Sebbene l’emissione dei titoli di stato da parte dei governi europei nel terzo trimestre sia destinata a diminuire rispetto al secondo e il miglioramento delle prospettive economiche potrebbe anche tradursi in deficit inferiori al previsto per alcune delle principali economie dell’Eurozona, escludiamo che la BCE lasci che il mercato si faccia influenzare dai timori sul tapering. Considerando anche la liquidità extra proveniente dal Recovery Fund, gli acquisti nell’ambito del PEPP nel terzo trimestre dovrebbero ancora essere descritti come “significativamente più elevati” rispetto all’inizio del 2021.
Non ci attendiamo uno scostamento nella comunicazione da parte della BCE sui prossimi passi nel medio termine. La strategia monetaria post-PEPP diventerà probabilmente più chiara quando la BCE svelerà la sua Strategy Review nel terzo trimestre. Ci attendiamo che confermi il proseguimento di una politica monetaria accomodante anche dopo la pandemia (qualora dovesse terminare prima della scadenza del PEPP), in quanto necessaria anche durante la ripresa.
Questo non solo con il Quantitative Easing (in questo senso il programma APP può assumere connotati più simili al PEPP), ma anche con tassi negativi per un periodo più lungo rispetto alla valutazione di mercato e condizioni di liquidità e credito favorevoli attraverso i programmi TLTRO.
Dal punto di vista dei mercati, sembra che l’atteggiamento accomodante della BCE, previsto come esito della riunione di questa settimana, sia già riflesso nei prezzi. Riteniamo che la Banca Centrale aspetti che la maggior parte di emissioni dell’UE sia assorbita dagli investitori, rivaluti i rischi relativi alla pandemia durante l’estate e la durata dell’attuale picco di inflazione prima di agire in una direzione o nell’altra. Fino ad allora, i mercati dovrebbero muoversi in un range ristretto, riflettendo su come sarà il mondo post-PEPP.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.