Bankitalia: invariati i prestiti alle famiglie mentre calano i tassi di interesse
Crescono a febbraio i prestiti al settore privato che, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono saliti dell’1,2 per cento su base annua (0,9 per cento in gennaio).
Lo rivela Bankitalia secondo cui i prestiti alle famiglie sono cresciuti del 2,6 per cento (come nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti dello 0,1 per cento (erano calati dello 0,7 per cento in gennaio).
I tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,27 per cento (2,31 per cento in gennaio); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,17 per cento. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono risultati pari all’1,51 per cento (1,47 nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo fino a 1 milione di euro sono stati pari al 2,05 per cento, quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,03 per cento.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
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Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play