Banche: sofferenze stabili a luglio, migliora la raccolte
Si assesta il volume delle sofferenze del sistema bancario a luglio, lo evidenzia il supplemento al Bollettino statistico “Moneta e banche” della Banca d’Italia, secondo il quale negli ultimi 12 mesi le sofferenze sono cresciute dello 0,5%. Il dato, però, peggiora di molto se si corregge tale tasso di crescita per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, e arriva al 12,7% nei 12 mesi allo scorso luglio. L’incremento delle sofferenze annualizzato relativo allo scorso giugno era il medesimo.
Allo stesso tempo aumentano i depositi con una crescita annualizzata a luglio che arriva al 4,9% in crescita dal 3,4% di giugno; diffidenza invece per la raccolta obbligazionaria, in calo del 10,6% (era stata negativa dell’11,8% a giugno).
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play